Fotografemi Photographemes

1968 – 1978

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Gallo Cedrone, Pensatoio, Fotografie che coprono gli oggetti
Tutte le cose, tutti gli oggetti, anche gli scarti e le brutture diventano belli se visti attraverso la foto. La fotografia riscatta e valorizza il mondo rendendolo appetibile a fini estetici.
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Grouse, thinker’s chair, photos covering the objects
 Any  object, even scrap or the most ugly thing becomes nice if seen through a photo.
Photography redeems and enhances the world making it attractive from an aesthetical point of view
 
 
Pag. 2
Fotografia programmata.
La sequenza degli scatti è pensata per il risultato finale.
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Planned photography
The shot sequence is meant for achieving  the final result
 
Pag. 3
Foto della foto.
Verifico la fisicità di una fotografia data, trovata. Fotografo quell’oggetto che è il supporto dell’immagine, anche dopo averlo manipolato; mando in laboratorio lo scatto e ricevo la stampa di documentazione di ciò che è avvenuto; ma anche questo diviene un oggetto da manipolare e da fotografare; e così via.
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Photo’s photo
 I  check the photographic object found, take a photo of that object which serves as image backup and  after having handled it, I send it down to the lab, I take a photo of it  getting then  back  the   print exhibit of what has happened before  but this, too, becomes an item subject to further  handling , and so forth …
 

 
Pag. 4
Finali, Ritratto matericizzato.
La fotografia racchiude al suo interno tutto il processo di elaborazione delle foto precedenti.
Clichè e stampe tipografiche.
Sequenza temporale del rapporto con il tipografo che riproduce su clichè e stampa una foto qualsiasi ripetendosi con l’oggetto che egli stesso produce. Io mi limito a tagliarne pezzi prima di ogni riproduzione.
Foto 1:1.
Indago sulla verità della fotografia sia come immagine che come oggetto.
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Final result,  portrait that becomes photographic matter
 The photo holds inside the whole processing  relating to  the previous pictures.
 Relief plate and electrostatic printing
 Time sequence of the relationship with the typographer who reproduces on relief plate and prints then any  available photo  repeating  the operation by  using the object produced by himself. All what  I do is only cutting it into pieces prior to any reproduction.
 Photo 1:1
I check the truthfulness of the photo  as far as concerns both,  image and  object.
 
 
Pag. 5
Foto della foto precedente.
Uno scatto, sviluppo e stampa, al giorno. La foto finale del processo ha la stessa inquadratura della prima, ma è di sei giorni più recente.
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 Photo of the previous photo
One snapshot,  one processing, one print a day. The final photo has the same framing of the first one but  relates, however,  to six days after.
Pag. 6
Ras Maconnen, Salutando.
Sequenza temporale con il tecnico del laboratorio eliografico che  riproduce su carta trasparente radex l’immagine che di volta in volta io brucio o strappo.
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Ras Maconnen, Salutando
Time sequence with the technician of the heliographic lab who reproduces on radix tracing paper the image that I burn or tear as and when.
 
Pag. 7
Capa.
Ho fotografato una famosa immagine della storia della fotografia e le successive copie stampate su tenera stoffa dopo averle appese su un muro di duro cemento.
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Capa
I have taken the photo of a famous image of photography’s history and of the subsequent copies printed on cloth after having hung them on a concrete wall.
Pag. 8
Stieglitz.
Foto della foto su stoffa cucita col filo giallo su tela jeans. Anche il supporto è via via riprodotto.
 La Fotografia è anche la sua storia. Ho usato l’oggetto-fotografia dei padri fondatori sia come icona che come significanza.
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Stieglitz
 Photo of the photo on  jeans cloth sewn with yellow thread.  The  rest (supporto), too, gets reproduced little by little.
 Photography is also its history. I have used the photography of the founding fathers both as icon and as potential significance.
Pagg. 9, 10, 11.
Liberation Music Orch.
Nella pratica Zen si dice che se una cosa ti annoia per un minuto tu prova per due; se ti annoia ancora prova per quattro minuti, per otto, per sedici, e così via; vedrai che ad un certo punto non ti annoierà più ed avrai acquisito qualcosa che prima non prevedevi.
Ho sottoposto la sequenza di cento immagini che mostrano la foto precedente appoggiata sulla copertina di dischi di jazz (e l’ultima le contiene tutte) proiettandole una alla volta agli studenti di Università. L’esercizio di umiltà e di memoria ha avuto successo con risposte inaspettate.
In verità le foto sono centouno, per indicare che il lavoro poteva proseguire.
Pages 9, 10, 11
Liberation Music Orch
 According to the Zen practice if one thing bores you for one minute, you should try two minutes and if you still get bored, you should go on trying for four, eight, sixteen minutes and so on. At a certain point you will see that you do not get bored any longer and will have experienced something that you could not foresee before.
I have submitted the sequence of 100 images showing the previous photo leaning on the cover of jazz records (the last one holds all of them)  and have shown these images one by one  to university students. The humbleness and memory exercise has proved successful and has produced unexpected results. The photos are actually 101, this meaning that the work might have gone on …
Pagg. 12, 13.
Callanish.
Polaroid che mi ritrae intento a fotografare. Foto della foto precedente tagliata e incollata su una base di legno di balsa dipinta di rosso. La partenza è concreta ma diventa ben presto astratta. Lievi differenze d’esposizione oscurano o schiariscono la sequenza. Il numero settantadue sta per due volte il trentasei dei fotogrammi delle pellicole.
Pages 12, 13
Callanish
Polaroid showing me in the act of taking snapshots. Photo of the previous one cut and  pasted on a red-painted balsa-wood base. The start is concrete but it soon becomes abstract. Slight exposure differences darken and lighten the sequence.
Pag. 14.
Autoritratto meccanico.
L’autoscatto è ancora in movimento quando la macchina fotografica ritrae se stessa.
Foto della foto allo specchio.
Ambiguità dello specchio e della fotografia; e dell’aver costruito questa immagine.
Foto della foto–Niepce, Talbot–foto della foto bruciata.
Ancora gli scienziati fondatori della fotografia per sottolineare l’uso del fotografese. Ma il tema è l’oggetto fotografico, numerato nella sequenza delle riproduzioni o bruciato.
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Mechanical self-portrait
The automatic shutter release is still on when the camera films itself.
Photo of the photo at the mirror
Ambiguity of the mirror and of the photo as well as of the image that has been created.
Photo of the photo – Niepce, Talbot – photo of the burnt photo
Once again photography’s founding scientists for underlining  the use of the photographic language. The subject, however, is the photographic object numbered according to the reproduction sequence or burnt
 
Pagg. 15, 16.
Bologna Strip.
Faccio il Fotografo in pubblico. Inquadro, scatto, sviluppo, incollo la polaroid sulla parete, sposto la macchina, inquadro, scatto, e così via. Per più di due ore ripeto gesti essenziali e non dò bado a nient’altro.
Pages 15. 16
Bologna Strip
I play the photographer in public.  I care about the framing, take photos, develop and process, stick the Polaroid to the wall, move the camera and then again care about the framing, take photos and so on. For over two hours I repeat the same basic gestures and do not care  about anything else.
 
Pag. 17.
Wien 138.
Riprendo me stesso riflesso in uno specchio posto al centro dello stand; (l’intento era quello di entrare nella visuale dello specchio, avvicinarmi ad esso, indietreggiare, e uscire verso destra). Ciò che succede dietro alle mie spalle è puramente casuale. Scatto ad intervalli regolari. Non levo mai la macchina dal mio occhio. Sono quello che faccio. Vedo solo il mio set e il mio fare. Ma quando infine, dopo tre ore, lo specchio mi rimanda il nulla della parete bianca  e i miei scatti sono l’unico rumore rimasto, ecco che un’anonima ragazza, nascostasi dalla mia visuale per tutto il tempo della  performance, entra nel riflesso dello specchio e ripete il mio gesto. È un cambio di identità perfetto.
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Wien 138
 I take a photo of myself reflected in a mirror situated in the middle of the stand (the intention was that of  looking at myself in the mirror, getting close to it, backing off and disappearing to the right). What happens behind me is pure coincidence. I shoot at regular intervals. I never take the camera away from my sight. I am what I am doing. I only see my set and my work. But at the end when  after three hours the mirror reflects the nothingness of the white wall and my snapshots are the only noise left,  an anonymous girl, who had kept hidden during the whole performance, steps into the mirror’s reflection and repeats my gesture making out of this  a perfect identity exchange.
Pag. 18.
Alice through the double faced looking glass, casually flashing.
Ho posto uno specchio semiriflettente tra lo stand e il corridoio dove passavano i visitatori. Un flash scattava casualmente illuminando ciò che avveniva al di là dello specchio mettendomi in relazione con gli altri solo in quel momento.
È scientificamente dimostrato che l’esistenza in un mondo speculare è possibile solo per una frazione di secondo, dopodichè tutto scompare. Il tempo del flash è di un millesimo di secondo. Un tempo sufficiente per esistere al di là dello specchio. Almeno per quel breve istante riesco a cambiare totalmente il mio rapporto con l’umanità. Solo allora posso sperare di sapere chi sono.
Alice volle entrare in quel mondo che vedeva riflesso nello specchio. Ma non aveva i mezzi per farlo, confondeva la destra con la sinistra, l’avanti per indietro. Nel mio caso, la foto che ottengo è un me stesso rovesciato. Questo è l’espediente tecnico per entrare in maniera corretta là dove Alice fallì. Se poi dovessi stampare le foto invertendo il negativo costringerei chi le guarda in posizione ambigua.
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Alice through the double-face looking glass, incidentally  flashing
 
I have  placed a semi-reflecting mirror between the stand and the hall where visitors were lingering. A flash was incidentally  lighting up what was happening beyond the mirror and only at this stage I get connected again  with the rest of the world.
 
It is scientifically proved that the existence of a specular world is possible only for a split second after which everything disappears. A flash time consists in a second thousandth, a sufficient time for existing beyond the mirror. In that short instant at least I succeed in fully changing my relationship with the mankind. Only then I can hope to realize who I am. Alice would have liked  to step into that world that she saw reflected in the mirror but she had not the means to do it, she did confuse the right with the left, the front with the rear. In my case the photo that I get represents myself  in reverse.
This is the technical trick for succeeding there where Alice failed. Should I then print the photo back to front  I would compel the observer to look at it from an ambiguous position
 
Pag. 19.
Memoria allo specchio.
Quello che è successo sulla sinistra del foglio è documentato nella foto che ha congelato lo specchio.
Tutto questo non prova che Sillani sia stato qui.
Sconfesso la presunta veridicità del mezzo fotografico.
Autoritratto con 24 corpi diversi.
Il mio lavoro usando altri corpi.
Page 19
Memory at the mirror
 What has happened on the left of the sheet is proved by the photo that has stopped the image reflected in the mirror
 This all does not prove that Sillani has been here
 I disavow the alleged truthfulness of the photographic medium
 Self-portrait with 24 different bodies
 My work using different bodies
 
Pag. 20.
Identificazione 1:1.
La polaroid constata, nel rapporto uno a uno, l’identità di una foto data (o trovata) ed essa stessa è sottoposta al medesimo trattamento. Se questa azione viene fatta in pubblico riesco a mostrare il Fotografo e la Fotografia per quello che sono di essenziale. Mi identifico nel mio fare come identifico la Fotografia con la fotografia stessa.
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Identification 1:1
The Polaroid realizes, in a ratio of 1 to 1, the identity of a certain (or found) photo and this, too,  gets subject to the same treatment. If this is being done in public I can present  the photographer and the photo for what they basically are. I identify myself with what I am doing so as I identify photography with the photo itself.
 
 
https://italian.demarco-archive.ac.uk/2020/04/23/mario-piccolo-sillani-djerrahian/